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Travestitismo
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Contents
• Travesti
• Note
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Storia e caratteristiche
Il travestitismo può essere praticato sia da uomini che da donne, indipendentemente dall'mweqidentità di genere percepita o dall'mwegorientamento sessuale; non si applica quindi ad altri concetti come l'mwewomosessualità, la mwfatransessualità e il mwfqtransgenderismo. Mancando della connotazione sessuale, non è inoltre assimilabile al mwfgfeticismo di travestimento, anche se spesso la parola mwfwtravestito viene usata per indicare chi pratica tale fetish.
Nella storia e nella letteratura numerosi casi di individui che adoperavano abiti e atteggiamenti comunemente riferiti al sesso opposto sono documentati sin da tempi assai remoti: si pensi alle mwgqamazzoni della mwggmitologia greca, ai mwgwfemminielli mwhanapoletani, a figure storiche e pseudostoriche come mwhqEliogabalo, mwhgGiovanna D'Arco e mwhwHua Mulan; queste figure erano socialmente accettate, al punto da confluire nell'mwiaimmaginario comune (si vedano fiabe come mwiqmwigFanta-Ghirò, persona bella e le sue varianti). In epoca moderna, tuttavia, il fenomeno assunse una connotazione negativa e venne accostato alla sfera erotica, all'mwiwomosessualità (all'epoca osteggiata) e alla mwjaprostituzione.
Il verbo mwjgtravestire, -si è attestabile a partire dal mwjwXVI secolo come sinonimo di mwkamascherarsi, indossare abiti non consueti allo scopo di non essere riconosciuti. Nel 1910 fu adoperata per la prima volta dal sessuologo tedesco mwkqMagnus Hirschfeld per indicare persone che indossavano abiti del sesso opposto, abitualmente e volontariamente.cite-ref-br-1-0[1]cite-ref-2[2] Hirschfeld analizzò il fenomeno osservando il comportamento di uomini e donne mwmgeterosessuali, mwmwomosessuali, mwnabisessuali e mwnqasessuali: egli giunse alla conclusione che, sebbene in determinati casi l'eccitazione sessuale potesse essere associata al travestitismocite-ref-br-1-1[1], la scelta di indossare un abbigliamento associato al sesso opposto dipendeva in effetti da diverse situazioni psico- biologiche; operò pertanto una distinzione tra il mwogtravestimento per scopi sessuali, l'espressione estetica di una persona transgender e quella di un mwowcrossdresser.cite-ref-br-1-2[1]
Hirschfeld fu un pioniere nello studio del transgenderismo e della mwqqtransessualità: egli ebbe in cura, tra gli altri, mwqgLili Elbe, che subì il primo intervento noto di mwqwriconversione chirurgica del sessocite-ref-3[3]. Il sessuologo concluse che l'identità sessuale giocasse un ruolo nel travestitismo soltanto quando il soggetto si riconosceva nel sesso opposto a quello d'appartenenza, mentre negli altri due casi poteva essere praticato indifferentemente da persone di diverse sessualità. La maggior distinzione risiedeva nel fatto che, mentre un feticista si travestiva esclusivamente prima e durante l'atto sessuale, per poi provare l'immediato bisogno di liberarsene dopo aver raggiunto l'mwsaorgasmo, i mwsqcrossdresser e i transgender desideravano invece vestire gli abiti del sesso opposto soprattutto nella propria quotidianità, e non necessariamente durante l'atto sessuale. Il sessuologo ritenne comunque che il termine fosse limitante e oggettivamente insufficiente a descrivere in maniera soddisfacente la pluralità dei casi.
Il termine ha subito diversi cambiamenti di significato, da quando è entrato in uso. Tuttora è utilizzato con una varietà di significati o sfumature, talvolta offensivi: per questo è importante capire, ogni volta che si incontra questa parola, in quale accezione viene usata.
Esempi di travestitismo
Crossdressing
Il travestitismo, reso in mwwqinglese con mwwgcrossdressing o mwwwcross-dressing, identifica l'atto o l'abitudine di indossare, pubblicamente e/o in privato, abitualmente o saltuariamente, abiti che in un determinato ambito socioculturale sono comunemente associati al mwxaruolo di genere opposto al proprio. La persona che pratica il crossdressing è detta mwxqcrossdresser.
Il mwxwcrossdressing non ha alcuna connotazione sessuale, né implica mutazioni nell'identità di genere di chi lo pratica: non necessariamente, quindi, il mwyacrossdresser assume atteggiamenti tipici del sesso opposto, aiutandosi con trucco, parrucche e protesi; semplicemente, l'individuo si trova più a suo agio in abiti non propri del suo sesso d'appartenenza.
Il concetto di mwygcrossdressing si è comunque evoluto di pari passo con gli usi e i costumi sociali. Fino al secondo dopoguerra, per esempio, era considerato disdicevole che una donna indossasse camicia e pantaloni, abiti ritenuti esclusivi del genere maschile; oggi è invece ritenuto del tutto normale, e anche se in genere gli abiti femminili presentano alcune modifiche puramente estetiche (i pantaloni hanno in genere la vita più bassa e le camicie hanno bottoni e asole su lati invertiti), una donna che indossa abiti concepiti per essere indossati da uomini non desta alcuno scandalo. Al contrario, un uomo che indossa abiti femminili come gonna e tubino viene percepito meno socialmente accettabile.
Crossplay
Drag queen e drag king
Le mwcgmwcwdrag queen e i mwdamwdqdrag king rappresentano una forma di travestitismo nel mondo dell'mwdgintrattenimento. In questo caso, l'individuo indossa abiti e assume atteggiamenti tipici del sesso opposto in una forma volutamente esagerata, allo scopo di mettere in ridicolo gli mwdwstereotipi di genere con finalità comiche. Le mweadrag queen, per esempio, indossano abiti da donna colorati e luccicanti, scarpe dal tacco altissimo e parrucche con pettinature troppo elaborate; i mweqdrag king invece simulano, per mezzo di protesi e abiti imbottiti, una mwegmuscolatura eccessiva e organi genitali di dimensioni esagerate. L'ipersessualizzazione e la sfrontatezza fanno in genere parte del personaggio interpretato, ma anche in questo caso l'indossare abiti del sesso opposto non ha nulla a che vedere con pratiche sessuali.
Sebbene siano associati alla mwfaComunità LGBT, non sempre le drag queen e i drag king sono interpretati da individui omosessuali; esistono inoltre le mwfqfaux queen e i mwfgfaux king, che vengono interpretati da persone dello stesso sesso del personaggio portato in scena.
Travesti
Questa pratica è molto antica: in ambito teatrale, poiché le donne non erano ammesse alla recitazione, per lungo tempo i ruoli femminili furono interpretati da uomini opportunamente abbigliati e truccati. Allo stesso modo, per sopperire alla mancanza di voci femminili, in ambito lirico venivano adoperati cantanti mwigcastrati che si esibivano mwiwen travesti qualora il loro ruolo fosse femminile. Oggi, al contrario, se il ruolo in questione era maschile, è sostenuto da mwjasoprani mwjqen travesti.
Note
cite-note-br-11. ↑ mwma(mwmqmwmgEN) mwmwmwnatransvestism, su mwnqbritannica.com. mwngURL consultato il 21 novembre 2025.
cite-note-22. ↑ mwog(mwowmwpaEN) mwpqmwpgMagnus Hirschfeld, su mwpwencyclopedia.ushmm.org. mwqaURL consultato il 21 novembre 2025.
cite-note-33. ↑ mwra(mwrqmwrgEN) mwrwmwsaBiografia di Lili Elbe (1886-1931), su mwsqlgbthistorymonth.org.uk. mwsgURL consultato il 21 febbraio 2017 mwsw(archiviato dall'mwtaurl originale il 3 agosto 2015). mwtg«(…)The surgery was still very much at the experimental stage and took place in a mind boggling (at least to the modern post operative trans person) five stages over almost two years and was performed under the supervision of the eminent German sexual psychiatrist, Dr Magnus Hirschfeld(…)»
Bibliografia
• mwugAndrea Jelardi e Giuseppe Farruggio, In scena en travesti. Il travestitismo nello spettacolo italiano, divagazioni di Vittoria Ottolenghi, Roma, Croce, 2009, ISBN 978-88-6402-009-9.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) transvestism, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwww"Passing women: Billy Tipton (1914-1989) e le altre" di Rosanna Fiocchetto
• mwxqCrossdresser: cosa significa e perché ci si traveste, su gaverland.it